Si è appena concluso l’esperimento del Festival delle Geografie – riuscito, vista la soddisfazione dei partecipanti – di affiancare un viaggio reale ai tanti raccontati nei giorni della manifestazione che, ricordiamo, quest’anno si svolgerà da giovedì 18 a domenica 21 settembre nella consueta cornice di Villa Camperio. I 15 partecipanti alla visita di Georgia e Armenia sono rientrati ieri e ne racconteremo – in qualche puntata – le tappe e i momenti più significativi.

Martedì 22 luglio

Il primo contatto con la Georgia e la sua capitale, Tbilisi, avviene a sera inoltrata: è buio quando l’aereo atterra all’aeroporto internazionale e, recuperati i bagagli e passati i controlli doganali, facciamo il nostro incontro con Ghiorgi, il simpatico autista che nei giorni successivi ci scorrazzerà – guidando con l’occhio e l’istinto di un pilota di formula 1 – lungo le strade impervie del paese.

Il tragitto fino al nostro hotel non dura a lungo ma ci lascia il tempo di gettare lo sguardo sulle simpatiche “biscette” che compongono l’alfabeto georgiano e di prendere la decisione – ognuno in cuor proprio ma unanime nel risultato – di rinunciare fin da subito a decifrarle.

Dai finestrini scorrono i viali di una periferia che porta i segni dell’attività produttiva e commerciale georgiana e resta a tutti il dubbio se osservarli per iniziare a farci un’idea della nuova realtà o guardare il filmato – prontamente proposto dal nostro autista – che, con il tono del marketing turistico, ci mostra le meraviglie della Georgia.

L’hotel, con una non sgradita concessione al comfort, è un 4 stelle moderno ma, al di là della strada, una casa d’epoca ospita una tavola calda che, nell’insegna, propone pizza Lahmacun accompagnata da una Coca Cola, in un melting pot – culinario e non solo – che già delinea l’esperienza complessiva che ci attende.