Se c’è una cosa che caratterizza e identifica Milano più di ogni altra, questo qualcosa è il cabaret, una proposta di spettacolo molto particolare, nata a Parigi nella seconda metà dell’800 e figlia dell’esprit de fin de siecle coltivato da alcune delle migliori menti pensanti dell’epoca.
Uno spirito che Milano ha adottato e accudito, diventando – non a caso, storicamente e culturalmente – snodo centrale di tutta l’avventura del genere in Italia.
La storia del cabaret a Milano è storia d’Italia, perché parliamo di un’eccellenza meneghina realizzata col contributo dell’Italia intera, eccezionale esempio d’integrazione, accoglienza e opportunità.
La storia del cabaret a Milano unisce in un unicum le vite di personaggi come Giorgio Strelher, Paolo Grassi, Dario Fo, Giustino Durano, Franco Parenti, Franca Rame, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, I Gufi (Nanni Svampa, Lino Patruno, Gianni Magni e Roberto Brivio), ….
E mi scuso con tutti quelli che per motivi di spazio non riesco a citare.
Nello spettacolo tra reading e monologhi,aneddoti e canzoni Flavio Oreglio diffonde la conoscenza, perpetuando e consacrando così la memoria di un periodo unico e forse irripetibile, costituisce opera di rilevante valore storico, culturale e formativo.



















































































