L’urbanizzazione cinese è stata uno dei fenomeni più significativi dell’ultimo secolo: un’enorme trasformazione del paesaggio urbano accompagnata da una colossale migrazione interna, che in trent’anni ha spostato oltre 700 milioni di persone dalle campagne alle aree urbane.
La Cina ha vissuto un’accelerazione del suo processo di urbanizzazione a partire dagli anni ’80, con un aumento del tasso di urbanizzazione dal 17,9% del 1978 all’attuale 67%.
Si prevede che entro la fine del 2025 ci saranno 221 conglomerati urbani con oltre un milione di abitanti, e che oltre 1 miliardo di cinesi vivranno in aree urbane.
Il modello di sviluppo cinese nel suo complesso è stato trainato ed ispirato da un “pregiudizio urbano” che ha visto e vede nella città il progresso e nella campagna l’arretratezza.
Conseguenza di questa visione è che le aree rurali in questi ultimi tre decenni hanno in qualche misura dovuto “pagare” il prezzo più alto dello sviluppo della Cina e delle sue città, generando un paese con forti squilibri interni.
Di questi macro fenomeni e di storie urbane raccolte in anni di attività sul campo – riassunte in libri come “Buonanotte Signor Mao” (Milieu edizioni, 2017) e “Massa per Velocità” (Prospero editore, 2021) – parlerà Gabriele Battaglia al Festival delle Geografie insieme ad Alfio Sironi.
Foto di copertina di Saunak Shah da Pexels

































































